A.C.D. Cadidavid

Dall’archivio di Luciano Pollini, biancoblù nell’anima come nessuno mai, ecco spuntare la foto in copertina datata 1927.

Undici pionieri coraggiosi, undici sguardi fieri, qualcuno spaventato, qualcuno quasi trova vergogna a mettersi in posa, una foto all’epoca era qualcosa di innaturale.

La disposizione non ha importanza, quello che conta è che undici ragazzi di Ca’ di David hanno dato inizio ad una storia da celebrare oggi quasi che il tempo non fosse passato quasi che il calcio fosse sempre lo stesso.

Gli undici pionieri coraggiosi di questa foto avevano pensato ad un nome strano per la loro formazione, Olindo Raggi era un eroe delle due ruote dell’epoca morto in un incidente, così l’idea di chiamarsi Unione Sportiva Olindo Raggi.

Un particolare colpisce chi guarda la foto, tutti i giocatori hanno un laccio bianco che chiude la maglia all’altezza del collo, manie particolari del tempo come quella del ragazzo proprio in mezzo alla foto che per tenere i capelli ben indietro indossa un berretto al contrario, come tanti si vedono ai nostri giorni.

La leggenda vuole che le prime maglie fossero granata, qualcuno insinua addirittura bianconere, si giocava vicino alla chiesa dove era più facile disegnare una porta sul fianco della parrocchia, poi cinque anni più tardi, nel 1932, la decisione di cambiare il nome in Us Cadidavid e giocare le partite al campo Terruzzi ma solo perché il padrone del terreno aveva chiuso un occhio e credeva in quei ragazzi tutti con la maglia biancoblù per i quali allora l’importante era solo divertirsi e far parte della stessa squadra.

Arrivò poi la Teresina Caobelli che finanziò la squadra, immaginate solo che scalpore suscitò all’epoca una iniziativa del genere.

Ricostruire dall’ora più di 85 anni di vita è molto difficile poiché di tanti avvenimenti e di tante persone rimangono nel cuore solo gli emozionanti ricordi come avviene in tutte le famiglie.

A cura di Claudio Pimazzoni