AMIA MIGLIORA L’INDIFFERENZIATA

In 8 mesi cala di oltre 5 mila tonnellate il secco residuo e dal totale rifiuti spariscono circa 4 mila tonnellate.

I dati, forniti dall’osservatorio rifiuti Sovraregionale, si riferiscono alla frazione di rifiuto che finisce in discarica, perché non riciclabile e riutilizzabile, per una flessione netta del 16% che passa dalle 38.500 tonnellate dello stesso periodo dell’anno scorso alle poco più di 33 mila di quest’anno.

Un risultato reso possibile grazie anche alla migrazione dei rifiuti tramite il nuovo sistema di raccolta, oggi esteso su ben oltre la metà del territorio cittadino, per un sistema di raccolta differenziata combinata con cassonetti ad accesso controllato per secco e umido e porta a porta per carta e plastica e alluminio che a sostanzialmente messo un freno alla migrazione di rifiuti come precisato dal Presidente di Amia Roberto Bechis, “I numeri evidenziano una netta diminuzione del rifiuto indifferenziato che solo in parte contribuisce all’aumento della raccolta differenziata. Ricordiamo infatti che percentuale è arrivata quest’anno a superare il 60% dopo oltre un decennio in cui era stata sostanzialmente ferma al 53%. Sono già state perse 4 mila tonnellate di rifiuto, per lo più indifferenziato, che la città ogni anno si è trovata in buona parte a dover pagare. Oltre a una probabile influenza della crisi economica, la diminuzione soprattutto è dovuta al crollo della migrazione dei rifiuti grazie all’estensione a oltre metà della città del nuovo sistema di raccolta.

Un miglioramento, come precisato dal Dirigente Amia Luca Mariotto, che ha visto in impegnati prima linea anche Ispettori Ambientali di Amia Verona che nel primo periodo di attività ha portato a circa un 20% delle sanzioni riferite proprio al conferimento nel capoluogo da parte di persone provenienti da altro Comune.

La netta diminuzione del rifiuto indifferenziato è inoltre un’ottima notizia anche in termini di calcolo della percentuale di differenziata cittadina al fine di raggiungere l’obiettivo di smettere di pagare la sovratassa imposta dalla Regione per i territori che non hanno ancora raggiunto i parametri minimi.