EX EATALY PETIZIONE PER RICONVERTIRE L’AREA

Prosegue la raccolta firme per restituire alla comunità veronese l’area dell’ex Eataly Verona.

Ha scendere in campo il movimento popolare Distretto POP ,che attraverso il proseguo della precedente raccolta firme indetta a seguito della chiusura dell’ex Eataly Verona chiede la trasformazione dell’area in un distretto popolare con la creazione di nuovi spazi che possano essere vissuti da residenti e cittadini.

“Uno dei più importanti esempi di archeologia industriale d’Italia, la ghiacciaia degli ex Magazzini Generali di Verona, è stata venduta, trasformata in un supermercato di lusso, e abbandonata dopo soli 3 anni. Oggi è chiusa, vuota, sprecata. 5.311 cittadini chiedono che torni ad essere un polo culturale aperto a tutti”.

Il movimento chiede quindi di riaprire le porte degli ex Magazzini Generali per restituire alla città l’anima che le era stata promessa con meno vetrine vuote e più spazi per la cultura, per quello che di fatto è uno tra i luoghi più significativi di Verona per architettura industriale di valore, posizione strategica e potenziale, attraverso 4 azioni concrete rivolte al Comune di Verona.

1. Fase sperimentale temporanea
Autorizzare subito l’uso temporaneo degli spazi per eventi, mostre, musica, laboratori e incontri pubblici, senza attendere interventi permanenti

2. Destinazione funzionale vincolata
Stabilire formalmente che almeno il 60/70% degli spazi sia dedicato a funzioni culturali, creative ed educative, con il commerciale non va escluso a priori ma deve restare complementare al progetto di partecipazione

3. Disciplina urbanistica specifica
Inserire una scheda norma dedicata nel piano degli interventi per rendere questa destinazione vincolante nel tempo, proteggendo il ruolo strategico dei Magazzini per le generazioni future

4. Percorso pubblico e trasparente
Promuovere un processo aperto con istituzioni, università, associazioni e cittadini per costruire un progetto condiviso, all’altezza del valore storico e urbano di questo luogo

“Non chiediamo sogni ma decisioni”, precisa lo stesso comitato, che attraverso strumenti già previsti dalla normativa e scelte politiche chiare e trasparenti, auspica che la petizione si presa in carico anche dai futuri candidati alle elezioni comunali 2027 chiedendo di valutare l’inserimento nei rispettivi programmi elettorali di un impegno per la valorizzazione degli spazi dismessi e di interesse pubblico attraverso funzioni culturali, associative e di innovazione sociale.