Per la nostra rubrica “Lettera da un paesano“, in questa occasione cercheremo di affrontare il tema della sempre maggiore presenza dei cittadini stranieri nel quartiere, tra segnalazioni e pareri, cercando di riportare quanto percepito da chi vive o frequenta il quartiere.

Iniziamo cercando di dare una identità a questi cittadini, si tratta perlopiù di persone di nazionalità bengalese e srilankese, che abitano nel quartiere e frazioni adiacenti, principalmente impegnate nel settore agricolo o commerciale attraverso piccolo attività.

Lavoratori, quanto meno in relazione al settore agricolo, che come evidenziato da molti “svolgono un lavoro che noi italiani non vogliamo più fare”, permettendo così alla diverse aziende del territorio di proseguire in un’attività sempre più in difficoltà.

Una premessa d’obbligo, quella sopra, per cercare di spiegare il perché della loro importante presenza sul territorio, che vede un alta concentrazione di aziende agricole nella Circoscrizione sud di Verona, e sul perché, di conseguenza, nel tardo pomeriggio e alla sera li si veda in piazza, dove è presente un servizio WI-FI gratuito che gli permettere anche di contattare le rispettive famiglie, così come nei parcheggi o nelle aree verdi, in particole modo nell’area dell’ex bocciofila, in quelle che per loro, così come una volta era per noi, diventano occasione di ritrovo sociale e comunitario.

Punti di ritrovo spesso però monopolizzati, come nel caso della piazza con panchine segnalate come “occupate a vita in modo sguaiato con piedi sulle sedute”, o parcheggi e aree verdi che vedono “l’abbandono continuo di rifiuti a seguito di pic-nic e feste improvvisate con musica alta” che evidenzierebbe quantomeno una mancanza di rispetto come dimostrebbe anche la recente profanazione del Monumento ai Caduti, utilizzato da alcuni come bagno, ripreso da un cittadino di passaggio.

La percezione, in relazione a questi ed altri avvenimenti raccolti, sembrerebbe ad ogni modo in primis quella di un generale senso di rinuncia a segnalare quanto accade alle diverse figure preposte, spesso proponendo senza però dare seguito a iniziative come raccolte firme per l’installazione di telecamere nelle aree più sensibili o passeggiate di quartiere, il tutto, accompagnato allo stesso tempo da una sempre più crescente sensazione di impunità e abbandono del quartiere da parte di Istituzioni e Forze dell’Ordine “colpevoli” di non essere abbastanza attenti e presenti in quella che oggigiorno è diventata sempre più una periferia del Comune.

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