A seguito della recente installazione del nuovo albero di Natale del quartiere, diverse sono state in questi giorni le reazioni alle quali abbiamo potuto assistere, dai commenti “non proprio positivi”, alle reazioni di stupore di alcuni bambini quando alla sera lo stesso albero prendeva “vita” illuminandosi.
Dopo la recente dichiarazione sul tema da parte del Presidente della Circoscrizione Raimondo Dilara che, parafrasando, ha sottolineato come l’albero di Natale scelto non rispecchi quanto meno la tradizione, oggi vogliamo riportare l’intervento del Consigliere comunale Michele Bresaola, nel tentativo di dare un punto di vista diverso e stemperare, nel possibile, il clima sull’argomento.
“Salve, sono l’albero di Natale di Piazza Roma a Ca’ di David. Sono arrivato qui a Verona da pochi giorni e mi spiace essere stato etichettato come un obbrobrio dell’amministrazione centrale di sinistra a cui importa poco del Natale. Sinceramente mi aspettavo un’accoglienza diversa: ho letto parole di odio e violenza che però non meritano risonanza.
A tutti noi piccoli alberi di Natale che adorniamo le piazze dei quartieri è stato spiegato che siamo dei simboli di una delle principali feste religiose della religione cristiana. Le persone ci guardano, si trovano accanto a noi, ci fotografano. Siamo simboli che le persone desiderano avere nelle proprie case, nelle piazze, al lavoro, a scuola. Siamo molto amati dai bambini e dalle famiglie.
Non abbiamo i superpoteri, però. Infatti noi non portiamo il Natale. Il Natale non arriva col calendario e se ci pensiamo bene non lo portano nemmeno dolci, regali, pranzi, cene e brindisi. Il Natale nasce nei cuori delle persone con i valori di solidarietà, rispetto, accoglienza, giustizia, pace, amore e fratellanza. Cose enormi che noi alberi di Natale non sappiamo fare. E non abbiamo nemmeno un briciolo del potere evocativo, intimo ed avvolgente dei presepi, simbolo popolare della tradizione del Natale.
Ieri in Piazza Brà ho sentito che che c’è stato un bellissimo momento di comunione con la città di Betlemme che condivide con voi uno storico patto di amicizia. Questo è Natale.
Abbiamo un’ambizione però. Se guardandoci, magari illuminati in una sera di nebbia o dopo la funzione religiosa, riusciamo a essere luce nelle tenebre, ad alzare gli sguardi ed aggregare le persone, ad unire le famiglie e le comunità, allora forse sì che abbiamo svolto il nostro lavoro. Proprio oggi pomeriggio una bambina che camminava con sua mamma ha attraversato tutta la piazza per venirmi vicino e salutarmi. Ecco, come albero di Natale, posso dire di essere felice”.

