CENTRO ACCOGLIENZA ALLA GENOVESA PRESIDIO RESIDENTI

Si è svolto nella giornata di ieri, nel quartiere della Genovesa, un presidio che ha coinvolto circa una cinquantina di residenti preoccupati dalla possibile realizzazione di un centro di accoglienza.

L’edificio che potrebbe essere interessato dal progetto, un ex scuola sita alla fine dell’omonima strada, nei giorni scorsi aveva di fatto attirato l’attenzione dei residenti a seguito della consegna di un centinaio di materassi, visibili anche dalle finestre dello stabile, oltre ad alcuni lavori di ristrutturazione.

La possibile realizzazione di un centro di accoglienza, segnalata al Comune di Verona dal Presidente della Circoscrizione Raimondo Dilara, non sembra però ad oggi trovare riscontro da parte dell’Amministrazione comunale che precisa come l’immobile in questione non sia di fatto compatibile a diventare una struttura ricettiva collettiva e confermando che i lavori attualmente in corso, dei quali è stata presentata regolare CILA, siano esclusivamente riferiti alla sistemazione del tetto e di una scala.

Nessuna comunicazione d’intento, come da prassi, risulterebbe inoltre essere stata predisposta dalla Prefettura e dal Sindaco di Verona, anche se la preoccupazione dei residenti resta comunque alta anche a seguito di alcuni precedenti che avevano già interessato lo stabile e relativi alla presenza al suo interno di un occupante abusivo non nuovo a disordini nel quartiere.

Presenti al presidio, insieme ai residenti, il coordinatore politico Luca Castellini, i Consiglieri comunali Nicolò Zavarise e Paolo Rossi, e il Presidente della Circoscrizione Raimondo Dilara che sulla situazione e in risposta al Comune ha voluto precisare, “La risposta che è arrivata da Palazzo Barbieri sulla questione è parziale. Chiederemo un incontro con il Prefetto per capire che intenzioni ci sono realmente”. L’ipotesi che serpeggiava ieri nel corso del presidio riguarda uno dei bandi indetti dalla Prefettura per l’affidamento dei servizi di gestione dei centro di accoglienza straordinari, il timore dei residenti è che l’ex scuola sia stata individuata da una delle cooperative partecipanti al bando come possibile sede per un centro e che al momento la questione non sia emersa in quanto le buste verranno aperte solo tra alcune settimane. Ciò, secondo chi vive in Strada della Genovesa, spiegherebbe la presenza di quei materassi”.