LETTERA DA UN PAESANO

In riferimento all’imminente festa del donatore di sangue Fidas in programma domenica e di cui vi abbiamo parlato nel nostro precedente articolo, riportiamo il pensiero e ricordo di un nostro paesano.

“Oggi 55° di fondazione del gruppo “ora Fidas, ieri San Camillo” donatori volontari di sangue, che ricordi! Sempre presenti per crescere a favore degli ammalati con una vita altamente morale soprattutto in prossimità della donazione e ancora per il paese con gli incontri presso le istituzioni di riposo, a casa degli ammalati o anziani, la preparazione della Santa Lucia in una località di assistenza, diciamo per bambini “parcheggiati”.

Le emozioni iniziavano da quando invitavamo i presenti a scrivere i propri desideri a Santa Lucia, all’arrivo con il Castaldo, la Santa e il somarello imprestato da un contadino della zona.

Che divertimenti attraverso le campagne, le risaie con le biciclettate per famiglie offrendo poi un buonissimo risotto e non per ultimo la visita sul Camposanto per salutare i donatori morti.

Purtroppo come tutte le cose belle hanno un poi, nel 1964 eravamo pieni di ogni progetto, oggi, di quelli, siamo rimasti in pochi alla guida del gruppo ma le sostituzioni si sono rivelate ottime, le attività ora per i donatori e per il paese sono un po’ diverse ma sempre trascinanti all’invito al dono.

Ricordo un’ultima cosa e cioè che “fin da giovani ci sono diritti e doveri, il dono gratifica ogni diritto”.

Eugenio Selmo